Guida tecnica

Cosa significa il pH di un detergente industriale

Il pH dell’etichetta non è un dato di laboratorio: le dice che tipo di sporco il prodotto solleverà e quale materiale rovinerà se sbaglia.

L’idea in una frase

Gli alcalini attaccano l’organico: grasso, olio, proteine, fuliggine. Gli acidi attaccano il minerale: calcare, ruggine, incrostazioni, efflorescenze. I neutri non attaccano con forza né l’uno né l’altro, e per questo sono i soli che si possono usare quasi in qualsiasi situazione.

Da qui nasce la regola che usiamo in cantiere: più un prodotto si allontana dal 7, più è efficace contro il suo tipo di sporco e più superfici gli sono vietate.

La scala, a colori

In tutto il catalogo usiamo lo stesso codice colore perché l’aggressività di ogni referenza si veda a prima vista:

Acido forte pH 0 – 3 2 referenze
Acido debole pH 4 – 6 nessuna referenza
Neutro pH 7 7 referenze
Alcalino debole pH 8 – 10 nessuna referenza
Alcalino forte pH 11 – 14 3 referenze

Cosa dissolve ogni intervallo

Nel catalogo non ci sono referenze acide deboli né alcaline deboli. Le manteniamo comunque nella scala perché il codice colore deve leggersi per intero: se un giorno entra una referenza in quell’intervallo, il criterio è già stabilito.

IntervalloAttaccaTipico nei sinistriVietato su
Acido forte (0–3)Calcare, ruggine, incrostazioni, depositi mineraliVelo dopo allagamento, corrosione su acciaioMarmo, pietra calcarea, graniglia, alluminio, zincato
Neutro (7)Sporco generico, polvere, residui leggeriSuperfici mista e materiale sconosciutoPraticamente nulla; è il più sicuro
Alcalino forte (11–14)Grasso, olio, idrocarburi, fuliggine grassaFumo acido, pavimento di capannone, macchinariAlluminio, verniciato, laccato, metalli teneri

Il pH dell’imballo non è il pH di lavoro

Le schede tecniche indicano il pH del prodotto concentrato. Appena si diluisce, quel valore si avvicina al 7. Un alcalino a pH 13 diluito 1:10 resta alcalino, ma non si comporta come il puro, ed è lì il margine che consente di usarlo su superfici che non sopporterebbero il concentrato.

Per questo la diluizione della scheda tecnica non è un suggerimento di risparmio: fa parte della compatibilità. Applicare puro un prodotto che la scheda diluisce 1:20 non pulisce venti volte meglio, ma può decapare.

Come scegliere in trenta secondi

  • Sa di che materiale si tratta e che lo sopporta? Scelga in base al tipo di sporco: grasso, alcalino; calcare o ruggine, acido.
  • Non lo sa o è delicato? Inizi dal neutro. Nella nostra gamma, il PDR-PC7 Multi Cleaner.
  • È marmo, graniglia o pietra calcarea? Mai acido.
  • È alluminio, verniciato o laccato? Mai alcalino forte.
  • È un quadro elettrico? Solo i due prodotti specifici per l’elettricità, e fuori tensione.
  • In ogni caso: prova preliminare in zona non visibile, e non lasci asciugare il prodotto.
La tabella di compatibilità incrocia i dodici materiali più comuni con undici delle nostre referenze. È il modo più rapido per escludere una combinazione che rovinerebbe la superficie.

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Il suo caso non rientra del tutto?

Ci descriva la superficie e il tipo di sinistro e le diremo quale prodotto, a quale diluizione e in quale ordine.