Quale prodotto può essere applicato su ogni superficie e quale la distrugge. Dodici materiali incrociati con undici referenze, con il criterio d’uso di ogni combinazione.
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Compatibile
Uso raccomandato su questa superficie rispettando le diluizioni della scheda tecnica.
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Precauzione
Prova preliminare obbligatoria. Rischio di perdita di lucentezza o decapaggio se si superano il tempo di contatto o la concentrazione. Risciacquare rapidamente.
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Incompatibile
NON UTILIZZARE. Rischio elevato di danno irreversibile alla superficie (corrosione, attacco acido, dissoluzione di plastiche o vernici).
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Non è il suo impiego
Non è l’impiego principale del prodotto, anche se può non essere dannoso.
Sulle superfici sensibili (metalli teneri, alluminio, zincato, pietra naturale, vernici e plastiche tecniche) è obbligatoria una prova preliminare in una zona non visibile.
Non lasciare asciugare il prodotto sulla superficie.
L’Antifoam non compare nella tabella di compatibilità perché non si applica sulle superfici: è un additivo che si aggiunge al serbatoio della macchina o al circuito dell’acqua.
Compatibilità dei prodotti PDR Chemical con ogni tipo di superficie
Il suo caso non è in tabella?
La tabella copre i materiali più comuni, ma ogni sinistro ha le sue particolarità. Ci scriva e le diremo quale prodotto, a quale diluizione e con quale protocollo, senza impegno.
Domande frequenti
Le domande che ci fanno ogni giorno
Intervenire su un sinistro
Il prima possibile, e non è un modo di dire: ogni giorno che passa il danno smette di essere superficiale. Dopo un incendio, il fumo di plastiche e cablaggi deposita cloruri acidi igroscopici, che captano umidità dall’aria e mantengono una pellicola acida sul metallo: la corrosione avanza da sola anche a una settimana dallo spegnimento, e sull’acciaio nudo in ambiente umido la vaiolatura inizia in poche ore. In parallelo la fuliggine penetra nei pori di vernici, intonaci, legni e calcestruzzo a vista, fino a non essere più pulibile e a dover essere sostituita. Dopo un allagamento l’orologio è lo stesso, con in più le muffe, che con umidità elevata colonizzano in 24-48 ore. La priorità è neutralizzare e asciugare al più presto; la pulizia fine può attendere, l’avanzare del danno no.
Da ciò che non si può più disfare. Prima la sicurezza: sezionamento dell’alimentazione e valutazione della struttura. Secondo, rimozione a secco della fuliggine prima di bagnare qualsiasi cosa, perché un panno umido trasforma una polvere aspirabile in una macchia permanente. Terzo, neutralizzare il residuo acido con un alcalino come il PDR-AC12 Super Cleaner per bloccare la corrosione, anche se la pulizia fine si farà dopo. E in parallelo, asciugare con deumidificazione e ventilazione forzata. La finitura e il protettivo vengono alla fine, quando il danno è già fermato.
No, ed è l’errore che rovina il maggior numero di lavori. La norma di settore, la ANSI/IICRC S700, classifica il residuo in base alla sua origine perché ogni tipo richiede una chimica diversa. La fuliggine secca, da fuochi rapidi di carta o legno, è polvere libera: si rimuove a secco e basta un neutro. La fuliggine umida o grassa, da combustioni lente di plastiche e cablaggi, è collosa e solo una base solvente come il PDR-TC7 la dissolve. Il residuo proteico, da incendi di cucina, è quasi invisibile ma vernicia le superfici e ha un odore molto forte: richiede uno sgrassante alcalino potente come il PDR-EDG14. E la fuliggine da combustibile, tipica del ritorno di fiamma di una caldaia, richiede prima solvente e poi alcalino. Applicare un prodotto acquoso sulla fuliggine grassa non la pulisce: la spalma e la fissa.
Solo con i due prodotti progettati per questo e sempre con l’apparecchiatura fuori tensione e scollegata dalla rete. Se la contaminazione è solubile o igroscopica, si pulisce con il PDR-EWC7 Electric Watery Cleaner e si risciacqua poi con il PDR-ERWC Electric Rinse, che porta via sali e residui di detergente. Prima di ricollegare bisogna garantire l’asciugatura completa: l’umidità residua provoca guasti e cortocircuiti.
Perché il fumo di un incendio deposita cloruri acidi che continuano ad attaccare il metallo dopo la pulizia. Il PDR-GLOSS Preserver sigilla la superficie già pulita e blocca questa ruggine tardiva, che è la causa più comune per cui un lavoro apparentemente corretto si rovina dopo poche settimane.
Scegliere il prodotto
Inizi sempre dal PDR-PC7 Multi Cleaner. È il più compatibile della gamma: idoneo su undici delle dodici superfici della nostra tabella, compresi marmo, laccati, alluminio e pareti verniciate. L’unica eccezione sono i quadri e i componenti elettrici, che ammettono solo il PDR-ERWC e il PDR-EWC7. Se il PC7 non risolve lo sporco, aumenti la potenza consultando la tabella di compatibilità prima di cambiare prodotto.
No. Né il PDR-SC1 Tile Cleaner né il PDR-DR1 Deruster devono essere applicati su marmo, pietra calcarea, graniglia o qualsiasi altra pietra calcarea: l’attacco è immediato e irreversibile. Per queste superfici usi il PDR-PC7 Multi Cleaner o il PDR-GC7 Glass Cleaner.
Il PDR-TC7 Turbo Cleaner è a base solvente e attacca i residui di combustione —fuliggine, incrostazioni carboniose, catrame, oli bruciati— dove l’acqua non può entrare. Il PDR-EDG14 Extreme Degreaser è alcalino a pH 13-14, a base acquosa, e il suo terreno è il grasso e l’idrocarburo industriale su acciaio e ferro. L’EDG14 non deve essere usato su alluminio, superfici verniciate o laccate.
Undici delle dodici referenze sono idonee all’uso nell’industria alimentare, purché dopo l’applicazione si esegua il risciacquo previsto e non rimanga residuo sulle superfici a contatto con gli alimenti. L’unica eccezione è il PDR-TC7 Turbo Cleaner, a base solvente, la cui scheda tecnica non riporta questa idoneità. Ogni scheda tecnica lo indica espressamente.
Per entrambe le cose. La gamma nasce nel risanamento post-sinistro, che è l’impiego più esigente, ma le stesse referenze lavorano nella manutenzione industriale quotidiana: il PDR-SC12 per le lavasciuga, il PDR-EDG14 per lo sgrassaggio di capannoni e macchinari, il PDR-PC7 per la pulizia generale e il PDR-GC7 per le vetrate. Cambia la diluizione, non il prodotto.
Uso e diluizione
No. Un acido e un alcalino si neutralizzano a vicenda: si perdono entrambi i prodotti e, a seconda della formulazione, si possono sviluppare gas. La procedura corretta è applicarne uno, risciacquare e passare al successivo. Non si miscelano nemmeno due alcalini né si «rinforza» un prodotto con un altro: le diluizioni della scheda tecnica sono già calcolate.
Inizi sempre dalla diluizione più leggera indicata nella scheda tecnica e aumenti solo se necessario. Una seconda passata è più rapida della riparazione di una superficie decapata. Applicare puro un prodotto che la scheda diluisce 1:20 non pulisce venti volte meglio, ma può danneggiare il materiale.
Documentazione e sicurezza
Nella scheda di ogni prodotto di questo sito, sul pulsante «Scheda di sicurezza». Sono schede dati di sicurezza conformi al regolamento (UE) 2020/878, scaricabili in PDF senza registrazione. La scheda tecnica, con diluizioni e modo d’uso, si trova accanto.
Sei riportano l’avvertenza «Pericolo»: PDR-TC7 Turbo Cleaner e PDR-ERWC Electric Rinse (liquidi facilmente infiammabili), PDR-DR1 Deruster, PDR-SC1 Tile Cleaner e PDR-EDG14 Extreme Degreaser (provocano gravi ustioni cutanee e gravi lesioni oculari) e PDR-SC12 Scrubber Cleaner (gravi lesioni oculari). Tre riportano «Attenzione»: PDR-AC12 Super Cleaner, PDR-PC7 Multi Cleaner e PDR-EWC7 Electric Watery Cleaner. E tre non sono classificati come pericolosi ai sensi del regolamento (CE) 1272/2008: PDR-GLOSS Preserver, PDR-DF7 Antifoam e PDR-GC7 Glass Cleaner. Ogni scheda prodotto mostra le sue indicazioni H e P complete.
In generale tra 5 °C e 25 °C, in luogo asciutto e ventilato, al riparo dalla luce solare diretta, in posizione verticale e con l’imballo ben chiuso. I prodotti a base solvente vanno inoltre tenuti lontani da qualsiasi fonte di accensione. L’intervallo esatto di ogni referenza è nella sua scheda tecnica, perché alcuni tollerano fino a 35 °C o 40 °C.
Non si scaricano mai in fognatura né nei corsi d’acqua. I rifiuti e gli imballi vuoti si gestiscono in conformità alla legislazione locale e nazionale e alla direttiva 2008/98/CE relativa ai rifiuti, tramite un gestore autorizzato.
Ci consulti per ogni singola referenza. Ciò che è determinante è la conservazione: fuori dall’intervallo di temperatura indicato, con l’imballo aperto o esposto alla luce solare diretta, un prodotto può perdere efficacia molto prima di qualsiasi data stampata.
Acquisto e fornitura
Sì, senza costi. Descriva il sinistro o il tipo di sporco nel modulo di contatto e il nostro team tecnico le indicherà il prodotto, la diluizione e il protocollo di applicazione. Rispondiamo entro un giorno lavorativo.
Fusto da 20 litri per Turbo Cleaner, Super Cleaner, Deruster, Extreme Degreaser, Multi Cleaner, Tile Cleaner e Gloss Preserver; fusto da 10 litri per lo Scrubber Cleaner; fusto da 5 litri per Electric Rinse, Glass Cleaner e Electric Watery Cleaner; e flacone da 1 litro per l’Antifoam. Il Turbo Cleaner è in fusto metallico perché è un prodotto a base solvente.
Il prezzo è su richiesta, perché dipende dal volume e dalla regolarità della fornitura. Ci dica quali referenze le servono e in che quantità e le inviamo un’offerta ferma; se si tratta di un’esigenza puntuale legata a un sinistro, organizziamo anche una fornitura urgente.
Ci racconti il caso e lo valuteremo. Per prodotti a grande consumo come il Multi Cleaner o lo Scrubber Cleaner ha di solito più senso una prova mirata sulla sua superficie reale che un campione generico: le indichiamo diluizione e protocollo perché la prova sia conclusiva.
Le serve una consulenza su un caso specifico?
Se la sua superficie non è in tabella o ha dubbi sulla diluizione o sul protocollo, ci contatti.